venerdì 8 aprile 2011

Da "FESTA MOBILE" di Ernest Hemingway


...Ordinai un altro rum St.James e guaedavo la ragazza ogni volta che alzavo gli occhi, o quando facevo la punta alla matita con un temperamatite dal quale i trucioli cadevano arricciandosi nel piattino sotto il mio bicchiere.
Ti ho visto, bellezza, e ormai tu mi appartieni, chiunque tu stia aspettando e anche se non ti rivedro mai più, pensavo. Tu mi appartieni e tutta Parigi mi appartiene e io appartengo a questo taccuino e a questa matita.
Poi mi rimisi a scrivere e mi addentrai nella storia e mi ci smarrii...

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